Qual’è il problema del crocifisso nelle scuole?

Sarà più di un decennio che sento ripetere le stesse parole inerenti al problema del crocifisso nelle scuole, qual’è il vero problema? La fede?


Il crocifisso

Nelle scuole

Qual’è il problema?

 

Nonostante abbia notato che la cultura religiosa italiana sia praticamente fondata su mere congetture che trasformano la fede in un cartone animato della Walt Disney:

posso spiegarti per quale motivo si parla continuamente di crocifisso, forse perché non possiamo parlare d’altro?

Non solo: ricordati di quel 2% di popolazione mondiale con un quid intellettivo nettamente superiore alla media.

 

Potresti, quasi, risponderti da solo, alla domanda contenuta nel titolo dell’articolo; ma ti soddisferò maggiormente.

Con la mia critica, inerente la religione italiana, non ho alcuna intenzione di offendere e neppure di apprezzare altre culture.

La mia critica è una constatazione elaborata dopo anni di studi ed esperienze culturali attinenti alle religioni e alla mentalità di alcuni popoli.

Ed è per questo motivo che inserisco la mia tra l’inizio e l’estinzione della specie Neanderthal.


 


Qual’è il problema

del crocifisso nelle scuole?

 

Inizio con una mia esperienza diretta con religiosi cristiani e musulmani:

ho ottimi rapporti sociali con entrambi ed anche incontrassi ebrei, testimoni di Geova, cristiani Copti od Ortodossi non avrei alcun problema a relazionarmi con loro.

Ciò che mi stupisce della realtà politica italiana consiste nel fenomeno generato quotidianamente per trovare problemi che non esistono.

 

Fomentando, in questo modo, odio e razzismo a coloro che ascoltano o leggono le news italiane.

Ho domandato più volte ai credenti musulmani, quale problema nasca nella loro mente osservando un crocifisso.

Ma nessuno di loro si era accorto che nelle scuole vi erano i crocifissi appesi al muro e tantomeno avevano intenzione di lamentarsi di questa realtà italiana.


 

Per quali motivi potrebbe infastidire un crocifisso appeso al muro?

Mi chiesero i musulmani, studenti di giurisprudenza islamica; noi abbiamo la nostra cultura e voi la vostra: entrambi dobbiamo rispettarci, aggiunsero.

Allora feci una ricerca per comprendere se qualche altro musulmano avesse una cultura più storica inerente al crocifisso.


 


Scoprii che:

 

Vlad III° membro della casa dei Drakulesti, nato a Bukarest nel 1431 e vissuto sino al 1476

Figlio del comandante di Vallacchia Vlad II° Drakul; membro dell’ordine del drago che  aveva l’incarico di proteggere il cristianesimo nell’Europa orientale

Si dilettava a torturare e ad impalare i musulmani con fiera crudeltà, una leggenda narra che durante il supplizio dei suoi nemici, pranzasse in mezzo a loro.

 

Per alcuni musulmani il crocifisso ricorda la loro storia che, come per i cristiani e gli ebrei: non è stata facile.

Tramite la croce, il musulmano, ricorda le crociate e i cavalieri crociati; che ancora oggi puoi osservare in alcuni film o documentari.

La croce appare in molte situazioni crudeli e ambigue e chi la osserva, anche se ateo: non ricorda altro che assurde realtà.

 

Inoltre: per i musulmani non era Gesù, che moriva sulla croce, ma colui che lo aveva tradito, anche se molti rimasero confusi e credettero che fosse il Profeta.

Il vangelo, nel quale puoi trovare questo evento misericordioso dell’Altissimo: è il vangelo di San Barnaba.

Barnaba fu il primo vescovo di Milano nella storia della chiesa Cattolica in Italia, lapidato mentre recitava il vangelo di Matteo.

Per la chiesa: il vangelo di Barnaba è considerato un vangelo apocrifo; e sempre santa madre chiesa sostiene che Gesù sia stato crocifisso subendo ciò che non meritava.

 

Mentre, per i musulmani:

L’Altissimo non avrebbe mai permesso che un profeta, dell’importanza di Gesù: facesse una fine atroce.


 

 


Personalmente:

 

La croce non mi procura nessun fenomeno particolare e tantomeno il crocifisso perché le religioni monoteiste avevano un ordine preciso:

quello di non riprodurre figure che possiedono uno spirito, ma quest’ordine non venne osservato.

Quindi mi domano:

Quale cultura?

Quale religione?

Quella più remota che: si chiamava inquisizione, perché non aggiungete che Galileo Galilei è stato scagionato,

dall’accusa di eresia, solo pochi anni fa: da Papa Giovanni Paolo II°  nel 31 ottobre 1992.

 

Il crocifisso, la carne Halal, la religione nelle scuole; tutti problemi inventati per conquistare elettori?

Posso continuare con una risata tutte le volte che vi osservo accaniti nell’appagare il desiderio di rifiuto o di odio

di alcuni cittadini italiani, che non conoscono la storia e preferiscono una fiaba alla verità.

 

Anche le traduzioni della Bibbia sono state manipolate nei secoli secondo il desiderio e la fantasia umana.

Questo fenomeno è stato confermato dal pontefice Francesco che ha permesso di modificare il Padre Nostro contenuto nei vangeli.

Quindi: se la volontà di un uomo può modificare un libro sacro significa che:

quel libro è una fantasia umana, oltre a narrare la storia di un popolo che riesce a dominare il mondo.

Ricordo, invece, ai signori musulmani che: la loro politica religiosa è una politica nettamente di destra mentre in Italia: viene appoggiata dal centro sinistra, cioè:

l’esatto opposto della cultura islamica.

 

 

Perché considero la cultura italiana

un cartone animato della Walt Disney?

 

perché la cultura italiana è fondata sul capitalismo, il perbenismo e il puritanesimo, fenomeni lontani da qualsiasi fede

Invece la politica italiana assomiglia all’accattonaggio; che strumentalizza ogni problema umano per conquistare elettori, voti e poltrone.

Prova a guardare un cartone animato della Walt Disney: capirai anche tu.

Un consiglio agli italiani

desiderate di conoscere le nuove culture straniere, presenti oggi nel paese, per arricchire la vostra e comprendere l’umanità.


Grazie per la visita

 

Fonti per le ricerche:

Google News, Wikipedia, Umanambiguità